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BIOGRAFIA

Giancarlo Scarsi vive a Masio, in provincia di Alessandria. 

Nasce nel 1956 e fin dai tempi della scuola dimostra una passione per il disegno e le arti figurative. Dopo avere frequentato il liceo scientifico consegue la laurea in architettura a Torino nel 1981 e dall'anno successivo svolge l'attività di libero professionista.

La pittura è una passione antica che si porta dentro da quando era ragazzo anche se la vita di tutti i giorni l'ha portato lontano dalla ricerca espressiva e dalla sensibilità per forme e colori che, infatti, per tanti anni, sono rimaste assopite nel fondo. Poi, nel 2003, dopo una pausa di riflessione durata quasi un ventennio ed in cui la produzione artistica si è bruscamente interrotta, Giancarlo Scarsi ha dovuto riprendere in mano tubetti di colore e pennelli per dare di nuovo spazio a un bisogno espressivo forte, autoritario.

Si iscrive, grazie alle insistenze dell'amico e pittore Gianni Torchia colpito dalle sue tele, alla mostra concorso di pittura a Gavazzana (Al)  promossa per il recupero della chiesa parrocchiale e di Sant'Agata Fossili, entrambe gravemente lesionate dal terremoto e tra le oltre trecento tele la sua opera viene premiata con la medaglia d'oro.

Da quel momento inizia a partecipare  alla vita artistica nazionale, prendendo parte a mostre, rassegne, concorsi e personali ottenendo sempre riconoscimenti del pubblico e della critica che attestano l’originalità dei suoi soggetti e l’inscindibile valore artistico che la sua tecnica pittorica ha saputo far emergere e che, opera dopo opera, affascina i visitatori imprimendo loro quel segno indelebile che solo un’opera d’arte, in tutta la sua primordiale purezza, sa trasmettere.

   La torre di Masio, olio su tela - cm. 60x80 
                  biografia img
   

Giancarlo Scarsi dipinge sensazioni, momenti e luoghi dove è stato e dove vorrebbe essere. Crea luoghi immaginari o rimembrati dove si è trovato bene e in pace con se stesso. Anche con l'intento di riprovare quella emozione e di fissare nel tempo quel magico momento, quella intensa percezione.

I personaggi, che non hanno un volto visibile, ma sono sempre ritratti di spalle, lasciano spazio all’immaginazione ed alla inevitabile introspezione che dal singolo quadro si proietta, come dal particolare all’universale, verso i meandri più nascosti dell’animo umano. Così, all’osservatore non sfugge la valenza psicologica che assume il “silenzio”, protagonista indiscusso dell’opera, permeando paesaggi e persone di suoni percepibili solo da chi, con vera sensibilità estetica, sa mettersi in sintonia con un’opera d’arte “Senza Tempo